Artrosi

Di cosa si tratta

L’artrosi è una patologia degenerativa a carico delle articolazioni. È caratterizzata dal consumo di rivestimento della cartilagine articolare, che causa il contatto e lo sfregamento dei capi ossei. Questo provoca dolore, inizialmente al mattino e dopo aver effettuato uno sforzo, in seguito in modo costante. Le cause dell’artrosi sono multifattoriali: possiamo riconoscere un’artrosi primaria, senza cause specifiche, e un’artrosi secondaria, con cause ben definite come traumi, pregresse fratture o malattie autoimmuni.

Colpisce tutta la popolazione, ma prevalentemente il sesso femminile a partire dalla quarta/quinta decade di vita.
Nelle mani si manifesta con maggiore frequenza a livello delle piccole articolazioni delle dita e alla base del pollice; quest’ultima localizzazione prende il nome di rizoartrosi. Altra sede frequente è il polso.
La diagnosi è clinica, ma è necessario eseguire una semplice radiografia delle mani e delle articolazioni coinvolte.

Come si cura

Nelle prime fasi della patologia il trattamento conservativo può risultare efficace: in questa fase è molto importante il ruolo del terapista della mano, che confeziona tutori di scarico su misura e insegna al paziente come eseguire i gesti quotidiani risparmiando l’articolazione.
Nelle fasi più avanzate della patologia, quando il dolore limita fortemente le attività di tutti i giorni, vi è indicazione a un intervento chirurgico.
Il trattamento chirurgico viene eseguito in anestesia plessica (si addormenta tutto il braccio). La durata della degenza è di solito di qualche ora.
La tipologia di intervento dipende dalla sede dell’artrosi e dalle richieste funzionali del paziente. In alcuni casi, sarà possibile effettuare una sostituzione protesica dell’articolazione coinvolta, in altri sarà indicata la fusione dell’articolazione stessa, in altri ancora si effettueranno interventi di plastiche legamentose.
L’eventuale immobilizzazione post-operatoria dipende dal tipo di intervento effettuato.
La fisioterapia è da considerarsi parte integrante del trattamento, e può durare fino a tre mesi.